Breve storiografia delle Fiaccole

Un breve racconto della nascita delle millenarie fiaccole di Abbadia San Salvatore. Fabrizio Tondi racconta quella che si narra essere l’origine di questa tradizionale festività religiosa che tutti gli anni illumina e riscalda la vigilia di Natale.

La visione della Santissima Trinità

Correva l’anno 743 d.c. quando il re longobardo Ratchis si prostrava davanti alla fiamma “or sola or trina” che mostrava sembianze divine sull’apice di un abete che ardeva ma non bruciava.

La visione della Santissima Trinità convertì il re, il luogo divenne sacro, vi sorse un sito di preghiera e infine una potente abbazia regia.

Sul luogo, all’interno della cripta, si può notare un masso quadrato che probabilmente fungeva da ara sacrificale al tempo degli Etruschi, in quanto l’Amiata era montagna sacra a questo popolo. Evidentemente il sito evocava fin da allora una porta verso le loro divinità, quindi è facile immaginare un corteo divinatorio in cui il fuoco era sicuramente protagonista.

Le pire di fuoco nell’attesa del Natale

In epoca medioevale la nascita dell’abbazia ha coinciso con la visione di un fuoco sacro, ma solo qui, riprendendo sicuramente antichi riti nordici del solstizio d’inverno, si è perpetuato nell’attesa del Natale

Probabilmente le pire di fuoco, più prosaicamente, servivano a scaldare il contado che si radunava davanti all’abbazia mentre attendeva ai riti liturgici officiati al suo interno in attesa della nascita del Salvatore nelle fredde ore della vigilia.

Le Fiaccole oggi

Dopo oltre un millennio il popolo di Abbadia eterna il rito del fuoco con la costruzione nel borgo di oltre trenta pire “Fiaccule” alte fino a sette metri che ancora oggi accendono e scaldano la notte di Natale.

Vivere Abbadia attraverso le “Fiaccule” sigillando dentro l’anima il loro fuoco, viatico per farsi rapire dalle profonde suggestioni della cripta longobarda immersa nella monumentale abbazia. Perdersi nell’intreccio dei vicoli del borgo medioevale lasciando che il nostro pensare ritorni bambino e gustare di nuovo l’antico sapore del vero Natale.

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